Leoni per agnelli = zero comunicazione

Leoni da tastiera e agnelli (pecore) del web. Le specie animali create in laboratorio nel nuovo millennio si sono ormai evolute e fatte una forte identità.

Nel palcoscenico quotidiano più importante degli ultimi anni, il web, tutto è diventato possibile. Gli alter ego delle persone comuni, come fossimo su the Sims, hanno preso vita e si stanno radicalizzando sempre più nella vita di tutti i giorni. La scienza di questa nuova realtà è la tuttologia, che permette a chiunque di diventare esperto di qualsiasi cosa: politica, economia, medicina, ambiente, scienza e così via. Non importa quanto la materia in questione possa essere specialistica: nel web, che tu l’abbia studiata per anni o ci abbia investito qualche giornata a suon di Wikipedia e blog-simil-testate-simil-notiziediapprodfondimento, il peso specifico si appiana, l’opinione ha la stessa importanza. Perché, si sa, viviamo in una democrazia e tutti hanno diritto di parlare liberamente e la facoltà di tacere ormai è, diciamocelo, passata in auge.

Se la storia finisse qui non sarebbe neppure troppo grave. Un universo in cui la conoscenza sia alla portata (facile) più o meno di tutti, e la presenza di spazi aperti in cui confrontarsi civilmente e scambiarsi costruttivamente le opinioni, che bel mondo sarebbe?!

Invece la realtà è leggermente diversa. Basta aprire la bacheca di Facebook, visitare qualche sito web di redazioni o blog per renderci conto che la Polis che si sarebbe potuta generare è solo una piazza nei giorni di mercato. E gli attori? Da una parte i leoni, da tastiera, quelli del “so tutto io”, del “dico ciò che penso perché ne ho la libertà ma non mi interessa nulla di quanto tu dica o pensi perché tanto la mia opinione è quella giusta e la tua non vale un c”. Dall’altra il gregge, le pecore. Sembrano animaletti innoqui ma in massa sono pericolosissimi: non dotati di opinioni proprie, attingono da quelle altrui in maniera totalmente passiva, non sprecando nemmeno un minuto per approfondire un qualsivoglia argomento. In tutto questo le sconfitte maggiori sono subite dalla ragione, dalla civiltà, dal dialogo e dalla libertà di espressione.

L’anonimato gioca senz’altro un ruolo importante, fungendo da maschera e donando ai leoni e al gregge una dose di “coraggio” e maleducazione enormi. A questo si aggiunga il fatto che secondo molti utenti l’insulto, la minaccia e la denigrazione sul web non rappresentino dei veri e propri reati, ma solo dei legittimi sfoghi. Infine, mancanza di spirito critico e passività fanno sì che fake news, bufale più o meno ingenue prolifichino facilmente.

Servirebbe agire sull’educazione, fuori e dentro il web, l’etica, il senso civico ecc. ecc. Ma siamo seri…probabilmente l’unica maniera per debellare certi tipi di comportamenti (che comunque almeno una volta capiterà a tutti di compiere) è quella di rendere efficaci e veloci le norme che condannano questi reati. Pene magari non troppo severe ma puntuali e certe. Inoltre un web che pian piano, almeno per quanto riguarda le pubblicazioni e le interazioni tra utenti, abbandoni l’anonimato per il passaggio a profili reali e certificati forse non sarebbe male.